Caro Direttore ti scrivo ...
Caro Direttore,
ho visto un cavallino su una macchina tutta rossa, in autostrada... e gli ho
fatto la foto.......
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Gentile
Direttore,
tra
la tanta posta e-mail che mi giunge ogni giorno, ho ricevuto questa divertente
lettera, “giratami”, tra l’altro, dal mio fidanzato, pur non conoscendo
l’autore. Mi sono permessa di inviargliela, caro direttore, conoscendo da anni
la sua ironia e le rubriche che curava con i vari pseudonimi. C’è qualcosa
che mi ricorda tutto questo. Mi piacerebbe vederla pubblicata. Roberta N.
Arezzo
Cerco
di accontentarla pubblicandola interamente così come lei l’ha inviata.
Come
abbiamo fatto a sopravvivere?
A
ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi!!
Da bambini, andavamo in automobile (quelli che avevano la fortuna di averla)
senza cinture di sicurezza e senza air bag.
... E viaggiare nel cassone posteriore di una camioncino, in un pomeriggio
torrido, era un regalo speciale.
I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.
Bevevamo l'acqua dalla sistola del giardino, non da una bottiglia; che
orrore!!
Andavamo in bicicletta senza usare un casco.
Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri “carri giocattolo”.
Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a
quando non sbattevamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi
incidenti, imparavamo a risolvere il problema.... noi da soli!!!
Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori
non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non
eravamo in pericolo.
Non esistevano i cellulari. Incredibile!!
Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti... e non
c'erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa.
Vi ricordate degli incidenti?
Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a
volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i
nostri genitori lo sapessero mai.
Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e zucchero e bevande
dolcissime... ma nessuno di noi era obeso.
Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno
mai morì a causa dei germi.
Non avevamo la Playstation, nè il Nintendo, nè dei videogiochi.
E neanche la TV via cavo, nè le videocassette, nè il PC, nè internet;
avevamo semplicemente degli amici; uscivamo da casa e li trovavamo.
Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o
entravamo e parlavamo con loro.
Tutto, ovviamente, senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e
crudele! Senza controllo! Come siamo sopravvissuti?!
Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi. Giocavamo con dei
vermi e altri animaletti e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno
tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono
di vermi.
Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la
seconda elementare. Che orrore!!! Non si cambiavano i voti, per nessun
motivo.
I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una
cicca in classe.
Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si
nascondeva dietro a un altro. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero
difeso se trasgredivamo a una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla
parte della legge.
Se ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li
metteva in galera per questo. Sapevamo che quando i genitori dicevano
"NO",
significava proprio NO.
I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni
volta che si andava al supermercato: i nostri genitori ci facevano dei
regali con amore, non per sensi di colpa.
E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che
volevamo.
Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi
risolutori di problemi.
Negli ultimi 50 anni c'è stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a
gestirli.
MA ADESSO????????
aprile 2003
Egregio Direttore,
quando, da parte dei Talebani, si
consumò nella valle dei Bhudda la follia della distruzione di quelle
gigantesche opere incommensurabili e straordinarie, patrimonio di tutta
l’Umanità, nessuno si mosse. Fatta qualche eccezione, per altro blanda, di
protesta con qualche lettera scritta, non si sa bene a chi, non ricordo di aver
visto né marce, né bandiere. Certo, la vita degli uomini è molto più
importante, ma la storia e la cultura del nostro passato che ci ha permesso di
essere leggermente diversi dalle bestie, non lo sono altrettanto? Lei cosa ne
pensa? A.T.
Foligno
marzo 2003
Il tempo mi ritrova ancora qui, a rispondere a un tuo scritto.
Quanta freddezza nel classificare alcuni tipi di donne. Per fortuna non faccio parte delle donne aspiranti letterine e nemmeno di quelle che rincorrono il successo a tutti i costi ma, se davvero sono donne così ciniche e stupide... sono contenta anche di non fare parte di quelle donne "belle" a tutti i costi. Forse hai ragione, nonostante tutto, in un'epoca in cui prevale il lato estetico (non si spiegherebbero se no i soldi che si fanno i chirurghi estetici), è meglio non essere troppo belle o chissà, sentirsi troppo belle, infatti molte delle nostre attrici e intrattenitrici televisive che vogliono apparire, non mi paiono poi così fatali. Spero che il numero delle donne belle e stupide sia veramente limitato e che le signorine tutto-trucco ogni tanto, oltre al portacipria, aprano anche un bel libro di cultura generale.
Un abbraccio, con sempre grande stima e simpatia, da
una qualunque Ines.
gennaio 2003
Caro Direttore,
grazie per avermi spinto a scrivere, è da tanto che non lo facevo.
Spesso mi è servito per sfogo, per stare meglio. Ora mi sono rinchiusa in me e
non esterno nemmeno su un foglio di carta… un foglio bianco quasi mi fa paura…
Io ho iniziato ad entrare in chat per gioco o per ripicca…
A casa mi sento spesso sola, trascurata, spesso non mi sento moglie ma mamma di
mio marito.
Gli ho detto "ci sono entrata, mi sono registrata con questo nome…
ecc." ma mi ha dato l’impressione (come in tutte le cose, del resto) che
non gli importasse.
Ora lo faccio di nascosto. Mi sento più libera, ho conosciuto tantissime
persone più o meno affidabili e ho avuto conversazioni più o meno impegnate e
serie.
È vero che si instaurano anche amicizie profonde; il percorso classico che si
segue sembra essere:
Il non vedere l’altro
disinibisce, fa dire e pensare cose che non si immagina di poter pensare…. E a
lungo andare si scopre tutto dell’altro ci si capisce anche dai silenzi…
Ci si può innamorare. Perché no dopo tutto? Ai sentimenti non si comanda
soprattutto se ci si sente soli, vulnerabili.
Quando ci si sente dire quello che si vuole e quando ci si capisce al volo è
ovvio che può succedere qualcosa…
E questo è tutto frutto della solitudine che si prova nella vita reale. Si
finisce, a volte, a vivere di sogni che spesso scompaiono e si torna con i piedi
per terra; ma è stato bello e significativo. Ha insegnato qualcosa, ha lasciato
qualcosa che serve per affrontare la brutta realtà giornaliera… ma i sogni
possono solo aiutare.
Ecco "Direttore"
questo è il mio
pensiero.
Più o meno confuso e
contorto o scontato che dir si voglia.
È una piccola idea che può avere una ragazza di 24 anni che non ha ancora
visto tutto ma che probabilmente ha già sofferto molto ma che nessuno lo ha
visto (eccetto un paio di persone in chat…) perché come ho detto, il non
vedere l’altro disinibisce, ci si sfoga di più con gente che probabilmente
non si sentirà mai più anche se io, ormai entro in chat solo per cercare chi
conosco già…
Ciao
Sabrina
luglio 2002
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Caro Direttore, ho
letto il tuo articolo sulle chat e penso che chattare sia sedersi davanti ad uno
schermo,dimenticare i problemi e la fatica del giorno appena
trascorso, sia entrare in un mondo fittizio fatto di parole e di frasi
replicate all'infinito. Da dove DGT? Quanti anni hai? Sei sposata? "Le tue
misure?" E qui entra in gioco l'estro, puoi apparire senza dover per forza
essere in un mondo che ti sbatte in faccia, crudelmente a volte, la verità, il
dover essere a tutti i costi...qui puoi diventare camaleontico: digiti da una
città lontana da te, ti ringiovanisci, sei nubile o felicemente accasata, e le
misure...eh eh eh puoi acquistare finalmente quei cm. in più di altezza che hai
sempre desiderato, avere una linea perfetta o ammorbidire la figura secondo la
tua fantasia.E tutto questo con la semplice pressione dei tasti che decidi di
premere.
Poi i soliti "poliponi", quelli che danno per scontata la tua frenesia
sessuale. Coloro che si sentono in diritto di provocarti, calpestando la tua
personalità, quelli che "ignori" con la famosa crocetta rossa sul
nickname perchè non possano più molestarti o a quelli che, nonostante abbiano
tentato di provocarti, dedichi 5 minuti e capisci che si sentono soli, che mai,
nella vita reale, si permetterebbero espressioni che hanno usato con te e che ti
chiedono scusa per averlo fatto, forse per rabbia, per attirare l'attenzione su
di sè. Persone come te, come me, troppo soli in un mondo iperaffollato.
E poi...su 1000... puoi trovare la persona che ti completa, che scrive ciò che
tu, a parecchi km di distanza, stai pensando, che ti fa vedere i colori che sono
assopiti dentro di te, le tinte che, forse per paura o per disattenzione, non
riuscivi più a notare.La persona per cui accendi il pc, di cui cerchi il nick
freneticamente, che quando appare la sua "finestra" sul tuo
schermo, ti fa provare un tuffo al cuore... E allora chattare assume forme
e colori diversi. Magari è solo per un pò oppure...può essere per sempre!!!!
L'importante, con queste persone, a discapito di ciò che ho scritto prima, è
ESSERE, senza il timore di rivelarsi per ciò che si è veramente, aprire il
cuore e l'anima senza paura di essere derisi se a volte si vede la vita tinta di
un rosa chimerico.
Ma in un caso o nell'altro, secondo me, vale la pena di provare a vivere
l'esperienza della chat se non altro per capire che non siamo soli!
Un carissimo abbraccio Michelle, Torino
giugno 2002
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Sono stata a curiosare tra i tuoi periodici, quanti
ricordi i quaderni di scuola, hai ragione, sai per le "orecchie" mi
ritrovavo sempre piena di clips, fastidiose ma necessarie per evitare ulteriori
tirate d'orecchie dall'insegnante e dalla mamma.
Mi piace il tuo modo di esprimerti attraverso lo scritto, sicuramente non tocca
a me affermarlo, lo sai da solo di scrivere bene, ma anche se non sono
un'addetta ai lavori, sono una persona che legge molto e, in fondo, voi dovete
piacere ai lettori comuni.
Sono contenta di essermi arricchita facendo la tua conoscenza, ho trovato un
uomo semplice, con tanta forza in un mondo che le forze te le toglie e spesso ti
ruba la semplicità.
Continua così Direttore.
Un abbraccio, con simpatia e amicizia, Ines.
maggio 2002